Uno degli esempi più riusciti della (parziale) riscossa della messa in scena “classica” nel cinema horror contemporaneo, dopo gli anni egemonizzati dal “virus” della Strega di Blair
Un’opera classica nella cornice ma moderna nella sostanza; o forse, più semplicemente, un film al di là di qualsiasi demarcazione teorica, come ogni capolavoro.
Il secondo lungometraggio di Neil Marshall funziona sia come opera di genere sia come testo auto-riflessivo sui meccanismi della visione: senza conflitto fra luce e buio, non può esservi cinema