Con una buona dose di consapevolezza espressiva, Jim Mickle pone le basi per il suo immaginario apocalittico in un horror politico e sfacciatamente artigianale
Un monster movie in piena regola, notturno e claustrofobico, ancorato fedelmente alle coordinate di genere più essenziali: nessuna implicazione sociale o politica, ma soltanto puro entertainment.
Il passaggio dall’American Dream all’American Nightmare e la nascita del New Horror in un documentario di grande impatto, con molti pregi tattici, ma strategicamente incompiuto.
La trasposizione filmica dell’omonimo romanzo di Jack Ketchum, seppur assai imperfetta, regala interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra opera letteraria e grande schermo.
Dal genio di Ketchum, con la regia accorta e precisa di Gregory Wilson, una storia di (poco) amore, (tanto) odio e dolore, senza redenzione. La provincia americana e i suoi orrori.