Il regista coreano demolisce le esigenze di chi strumentalizza le pene degli ultimi per sentirsi egoisticamente in pace con il proprio privilegio. E lo fa con una classe che solo i cineasti più grandi possono esibire.
Il secondo film di Lee Chang-dong è un viaggio a ritroso nell’anima di un uomo e di una nazione, entrambi portano ancora sulla loro pelle le tracce di un passato traumatico.