La terza volta coi remake di Spike Lee è un passo avanti rispetto a "Old Boy" (peggio era difficile fare), ma indietro rispetto a "Da Blood of Jesus". "Highest 2 Lowest" è un discreto rifacimento, dalla resa altalenante, di un capolavoro che incombe.
Cinema di possessione schizofrenica, infestato di storie, volti e corpi tutti da raccontare, il film di Spike Lee per Netflix è sbilanciato e prolisso, ma è un ritratto importante di una legione inascoltata che non possiamo ignorare.
Dopo "Chi-Raq", Lee non sembra essersi allontanato dalla commedia sofisticata della classicità, da quel meccanismo di maschere e inganni nella cui ostentata finzione emerge, lampante, l’urgenza del reale.