Superati i 40 anni di carriera, Kurosawa si confronta per la prima volta con il jidai-geki. Il genere viene riletto sotto una chiave mystery, nella quale i richiami all'attualità storico-politica si legano a una gestione dello spazio filmico in cui disumanizzazione del guardare genera terrore e paranoia, dentro una fortezza che si fa algoritmo.