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L'enigma del sonno | Recensione Point Blank

L'enigma del sonno

I Sotterranei Autore: Arianna Pagliara      Pubblicato il: 23/08/2014


Italia 2004

Regia: Enrico Cerasuolo e Sergio Fergnachino

Durata: 60 minuti

E’ ancora la Zenit Arti Audiovisive – ai cui film Point Blank ha già dedicato alcuni articoli – a produrre l’interessante documentario di Enrico Cerasuolo e Sergio Fergnachino intitolato L’enigma del sonno. Premiata al Torino Film Festival nel 2004, la pellicola mette insieme una serie di interviste a persone di diverse nazionalità (Israele, Francia, Svizzera, Italia) che soffrono dei più disparati disturbi del sonno, dalla cataplessia al sonnambulismo. Accanto a loro medici specializzati e ricercatori, di fronte all’obiettivo della telecamera, raccontano il proprio lavoro e tentano di circoscrivere e chiarificare gli aspetti più controversi dell’oggetto del loro studio: il sonno.

Il professor Peretz Lavie – direttore del laboratorio del sonno di Technion – racconta le esperienze avute con i suoi pazienti. Dan ad esempio soffre di una grave forma di narcolessia e dipinge quadri traboccanti di colori in cui ritrae gli esseri bizzarri che popolano le sue frequenti allucinazioni ipnagogiche; Jacob è un bagnino che va in apnea fino a seicento volte ogni notte, e si sveglia stanco perché in pratica non riesce a dormire più di dieci minuti consecutivi. E c’è anche il caso (l’unico al mondo documentato) di un uomo che non può più entrare nella fase REM – e quindi sognare – da quando è stato colpito al cervello dalla scheggia di una granata.

Il professor Michel Jouvet, a Lione, fa luce invece sui singolari meccanismi del sogno, e anche su ciò che esso rappresenta da un punto di vista culturale e psicologico, con riferimenti ai graffiti murali di epoca primitiva in cui, a quanto pare, l’elemento del sogno era già associato a quello della sessualità. Il professor Claudo Bassetti, a Zurigo, presenta poi il caso di un ragazzo sonnambulo e spiega cosa avviene durante il sonnambulismo, in cui al risveglio motorio non corrisponde quello psichico. Il dottor Giuseppe Plazzi racconta di un ex pugile cataplettico che si addormenta di colpo a causa di qualsiasi emozione: basta anche una risata con gli amici ed ecco che l’uomo si accascia sul tavolo senza poter impedire al suo corpo quei cedimenti muscolari che dovrebbero caratterizzare non la veglia ma la fase REM. Ma il caso più inquietante è senza dubbio quello di una famiglia affetta da insonnia familiare fatale. Una mutazione genetica di cui si sa poco o nulla impedisce a queste persone di dormire per mesi, e di conseguenza le loro funzioni vitali vengono compromesse lentamente ma irrimediabilmente. Questa rara e pericolosa malattia in passato non veniva diagnosticata correttamente e chi ne soffriva veniva a volte perfino rinchiuso in manicomio, come testimoniano i professori Elio Lugaresi e Pietro Cortelli e il dottor Ignazio Roiter.

Quello che viene fuori da questo curioso e intrigante excursus è che il sonno, ancora oggi, rappresenta qualcosa di misterioso e in parte indecifrabile perfino per la scienza, che pure mano a mano è riuscita a comprenderne molti degli aspetti apparentemente più oscuri, studiandolo non come fenomeno soggettivo ma da un punto di vista fisiologico. Perché ad alcune (rare) persone basta dormire due o tre ore ogni notte mentre altre hanno bisogno del doppio o del triplo del tempo per riposare? Lo studioso Michel Jouvet – che ha un gatto che si chiama Oneiros – spiega che questa domanda, come molte altre relative ai disturbi del sonno, è in sintesi ancora insoluta. E il film di Cerasuolo e Fergnachino ci suggerisce che il sonno – così come il sogno – è in qualche modo un enigma, forse uno dei più affascinati di ogni tempo.