The Witch / Alle radici del Male

Un anno fa avevamo dedicato la nostra copertina a It Follows, folgorante horror post-carpenteriano che aveva il merito di riportare in auge quel clima di radicale sospetto nei confronti dell’altro che, pochi mesi dopo, sarebbe tornato anche nell’ultimo Tarantino.

Oggi ci ritroviamo a scrivere di un nuovo, sorprendente horror: The Witch, impressionante esordio di Robert Eggers che scava negli abissi più profondi dell’inconscio cristiano. E’ un film che ha la rarissima capacità di riportarci indietro nel tempo, di riconnettere il cinema dell’orrore alle sue radici più primitive (quelle della fiaba e del mito) e, soprattutto, di fornirci una delle rappresentazioni del male più spaventose e, assieme, più seducenti viste negli ultimi anni. Ci siamo mossi all’interno di una geografia ideale di nomi tutelari e suggestioni infinite: da Goya a Dreyer, passando per Shyamalan, il passo è stato brevissimo.

Gian Giacomo Petrone nel suo La stagione della strega ha ricostruito l’affascinante contesto storico/politico nel quale si muove il film di Eggers, tra suggestioni apocalittiche e fughe demonologiche.

Piero Tomaselli ha scritto Itinerarium mentis in diabolum in cui rintraccia i meccanismi della suspense all’interno della via crucis capovolta del film, proiettandoci in una costellazione cinematografica dove l’ossessione della fede è sempre ritornante.

Infine, con Il sesso delle streghe mi sono appropriato di due categorie, estasi ed erotismo, per provare a dissolverle una nell’altra, alla ricerca di quello che, mi pare, sia il cuore apocalittico di The Witch.

Non vi anticipiamo altro, con la convinzione che Robert Eggers sia davvero un nome su cui puntare in futuro.

Buona lettura!

Autore: Samuele Sestieri
Pubblicato il 25/05/2016

Articoli correlati

Ultimi della categoria