PIIGS

I Sotterranei Autore: Arianna Pagliara      Pubblicato il: 18/07/2017

Un film inchiesta asciutto e lapidario sulle responsabilità europee dell’attuale crisi economica dell’area mediterranea


Italia 2017

Regia: Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre

Durata: 74 minuti

Sempre più spesso, negli ultimi tempi, il cinema di finzione in Italia si sta appropriando con ottimi risultati di un certo peculiare sguardo sul reale di matrice documentaristica, ribadendo – qualora ce ne fosse ancora la necessità – il ruolo del cinema stesso come lente d’ingrandimento, privilegiato strumento d’indagine e specchio rivelatore di tutta una serie di importanti dinamiche sociali e politiche. Di contro, sono rare le incursioni del documentario nel territorio specifico del cinema-inchiesta, che ha pressoché cessato di esistere dal momento che, gradualmente, istanze di questo tipo sono state raccolte e veicolate da altri e diversi contesti di visione e distribuzione, ovvero la televisione, l’home-video e in seguito il web.

La scommessa dei registi Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre è dunque quella di riportare l’inchiesta entro i confini della sala cinematografica, forse sull’onda di Micheal Moore ma con un approccio più asciutto, meno enfatico e caricaturale. In particolare, PIIGS tenta, con indubbio successo, di affrontare un tema complesso, delicato e spinoso - la crisi economica nell’Europa dell’Austerity – con il giusto equilibrio tra levità e serietà, coinvolgendo lo spettatore senza eccedere sul versante del pathos, provando passo dopo passo a spiegare e illustrare con chiarezza tutti quei passaggi e quelle relazioni di ordine politico, sociale ed economico che, in un certo senso, hanno condotto alle molteplici e gravissime problematiche che oggi alcuni paesi dell’Unione Europea si trovano a dover fronteggiare. I paesi in questione sono ovviamente quelli a cui fa riferimento l’acronimo che dà il titolo al film, coniato dalla stampa economica anglosassone: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Dunque PIIGS ma anche PIGS, perché questa accezione lungi dall’essere neutra porta con sé una connotazione dispregiativa e razzista, già in passato contestata, che non è possibile ignorare.

Muovendo da queste significative premesse, l’intento del film è in sintesi quello di riportare l’attenzione sulle responsabilità europee della disastrosa crisi finanziaria dell’area mediterranea, cercando di rileggere e riconsiderare alcuni punti nodali della questione (come l’inflazione e il debito pubblico) attraverso interviste a esperti economisti, politici e intellettuali, da Yanis Varoufakis a Erri De Luca, fino al filosofo Noam Chomsky, osservatore acuto e instancabile delle politiche economiche dei governi e delle loro ricadute sociali. La voce narrante di Claudio Santamaria guida lo spettatore lungo un percorso che mette a confronto l’universale e il particolare, mostrando da un lato quali siano i presupposti teorici dell’austerity e dall’altro quali siano le sue disastrose conseguenze in termini concreti. Per esemplificarle in maniera inequivocabile ed efficace, viene raccontata la drammatica vicenda della cooperativa sociale Il Pungiglione – operativa a Monterotondo, a nord di Roma - che per più di venti anni ha sostenuto e tutelato disabili e persone in difficoltà e oggi, a causa del rovinoso effetto domino causato dai tagli alle politiche sociali, rischia di essere smantellata. Se è vero che, come afferma Chomsky, la democrazia europea si è ridotta ormai ad essere una democrazia pressoché soltanto formale equiparabile in toto a una plutocrazia, a maggior ragione va riconosciuto a un film come PIIGS un merito importante: quello di invitare il pubblico – e, per traslato, i cittadini – ad approfondire quelle dinamiche politiche e soprattutto economiche che pesano direttamente sulla nostra quotidianità, ma che in pochi si sforzano di analizzare e comprendere.