Le allettanti promesse

I Sotterranei Autore: Marco Marrapese      Pubblicato il: 29/04/2018

Il raduno annuale dei collaboratori di Wikipedia in un piccolo paese del nord Italia


Italia 2017

Regia: Chiara Campara, Lorenzo Faggi

Durata: 74 minuti

Ve lo immaginate un minuscolo paese di montagna che improvvisamente viene assediato da un’orda di nerd provenienti da tutto il mondo? Potrebbe sembrare un evento surreale, eppure è esattamente quello che è successo nel 2016 a Esino Lario, un comune di circa settecento abitanti della provincia di Lecco. Per alcuni giorni nel mese di giugno il piccolo centro abitato lombardo ha ospitato ’Wikimania’, la conferenza annuale dei collaboratori volontari di Wikipedia. Un esercito di smanettoni che dopo essersi riunito in posti come Londra, Taipei e Washington, per l’edizione del 2016 ha scelto, in maniera del tutto controcorrente, di radunarsi in un piccolissimo borgo del nord Italia ben distante da qualsiasi metropoli e dai circuiti turistici più tradizionali.

Chiara Campara e Lorenzo Faggi, due giovani filmakers, approfittano dell’imminente avvenimento per raccontarlo, concentrandosi soprattutto sui mesi e i giorni di preparativi che lo precedono. Le allettanti promesse, questo è il titolo di battistiana memoria del documentario, segue le giornate di alcuni abitanti di Esino Lario: una donna che affitta camere, un agricoltore, un immigrato soccorritore della croce rossa, due bambini e altri ancora. Persone che eseguono con dedizione e pacato entusiasmo i meticolosi preparativi, aspettando che arrivi il giorno del grande evento. Benché, infatti, l’hype sia alto tra i partecipanti e anche tra la popolazione, l’attesa non porta con sé delle aspettative precise nella comunità locale. La semplicità delle gente e del loro stile di vita, completamente immerso nel flusso, lento ma inarrestabile, della vita di montagna, fa sì che l’incontro con un universo opposto non faccia mai nascere la tentazione di farsi irretire dalle sirene di una vita in simbiosi con la tecnologia e il web. Un po’ come nell’omonima canzone di Lucio Battisti (che tra l’altro visse gli ultimi anni della sua vita a Molteno, non troppi chilometri di distanza da Esino Lario), il documentario di Campara e Faggi prova a raccontare l’incontro tra culture e stili di vita diversi e inconciliabili, uno chiuso nel suo nido, l’altro che tenta di comunicare al mondo dai pulsanti di una tastiera. Eppure l’incontro/scontro tra queste due culture è graziato da una sottile armonia, un’umanità che nasce spontaneamente e che unisce le genti in barba alle differenze geografiche e culturali.

Ciò nonostante l’aspetto migliore del documentario sta nella capacità di affrontare, attraverso lo stesso racconto, una serie di tematiche satellite, come la vita e la ’resistenza’ nelle piccole comunità, l’ambiente, il lavoro, l’immigrazione e la memoria. I due autori filmano l’opera non lasciando alcuno spazio al folklore, depurandola da qualsivoglia espediente che la trascini verso una facile deriva sugli stereotipi culturali, ma anzi strizzando l’occhio ad un umanesimo che appartiene alla migliore tradizione del documentarismo lombardo. Il film è stato recentemente presentato in prima internazionale al Full Frame Documentary Film Festival di Durham, negli Stati Uniti, e in questi giorni sarà proiettato alla 66ma edizione del Trento Film Festival nella sezione Terre Alte.