Flint Town

Videodrome Autore: Giorgio Sedona      Pubblicato il: 07/07/2018

Una docu-serie che descrivendo Flint Town, la città più povera degli Stati Uniti, intesse un discorso rivolto all’America intera.


Flint Town, è una docu-serie che va ad aggiungersi alla produzione, targata Netflix, di docu-series di qualità che il colosso americano ha, fin dalla sua nascita, iniziato a produrre e distribuire. Rispetto ai precedenti prodotti immessi sul mercato (Making a Murderer, The Keepers, Wild Wild Conuntry, The Confession Tapes) Flint Town è una serie che lavora molto profondamente sul confine tra realtà e rappresentazione. Confine sempre più labile, confine che arriva a perdere di definizione, confine entro al quale lo spettatore arriva a smarrire le coordinate veriste della diegesi avendo la conturbante sensazione di essere il protagonista di un film che sfocia nella pura finzione narrativa. Dai quadri iperrealisti alla definizione fotografica delle inquadrature, dalla verosimiglianza assoluta dei suoi protagonisti al dettaglio delle scene ad alta tensioe, tutto sembra virare verso la rappresentazione, ma non è così: è tutto vero.

Flint Town è la città più povera d’America. Sorgendo all’interno dello stato del Michigan, la città è stata sede della General Motors, cresciuta quindi come una fiorente cittadina industriale ha vissuto un collasso che l’ha resa, oltre che la più povera, anche la più pericolosa città d’America. Prima il cambio di sede della General Motors e poi, nel 2014, il cambio di approvvigionamento idrico, passando dal lago al fiume che da nome alla città, e il conseguente sversamento nelle condutture idriche di alte percentuali di piombo, l’hanno resa la cittadina che è tutt’oggi. Un luogo di confine dove il crimine dilaga, dove l’acqua non è più potabile, dove la disoccupazione avanza, e tra interi quartieri disabitati ed una comunità allo sbando il corpo della polizia di Flint Town deve reagire alla crescente criminalità, facendo fronte anche ai cambiamenti politici di un intero Paese.

Al di la delle appartenenze politiche, Flint Town è nel piccolo l’America intera. Un territorio vasto ed abitato da diverse comunità razziali, un territorio dove la povertà è relegata in quartieri dove il sole fatica ad arrivare, un paese prosciugato dalle sue funzioni vitali, dalle sue risorse, dove si rinnova quotidianamente lo scontro tra criminalità e polizia. Ed è proprio il Dipartimento di Polizia di Flint Town ad essere il protagonista della serie. La produzione Netflix, così come avvenuto anche con la docu-serie Wild Wild Country, intende mettere il paese a stelle e strisce di fronte ad uno specchio in grado di riflettere le proprie contrarietà. E se nel caso sopracitato è attraverso la storia della comunità Rajneeshpuram che si vuole aprire uno spiraglio nell’animo dell’America definendo un racconto di ricostruzione storica audiovisiva sul selvaggio, sulla frontiera tra il bene e il male, tra l’appartenenza comunitaria e la libertà di culto, tra la difesa del territorio e la libertà espansionistica di una nuova identità, in Flint Town la contrarietà ha la forma attuale della cronaca, dell’odio tra comunità e controllo poliziesco, tra il razzismo del bianco sul nero, in un Paese che sta votando il cambiamento politico e amministrativo come quello avvenuto per le elezioni americane tra i due candidati, la Clinton e Trump. L’intenzione del medium sta proprio nel definire le radici di un intero Paese, le docu-series targate Netflix scoprono punti di contraddizione sociale, chiaroscuri e contrasti di un paese che continua a definirsi selvaggio, Flint Town potrebbe avere le stesse leggi del lontano West, ed il loro corpo di polizia essere parte integrante di una comunità sfilacciata, violenta, confusa, stanca, una popolazione messa continuamente alle corde. Personaggi divisi tra la definizione politica e l’identità lavorativa, in contrasto con le leggi che dall’alto dell’amministrazione vengono concesse al voto (i fondi del millesimale), una comunità sospinta contro essa stessa dall’appartenenza razziale, dal diritto al lavoro, dalla sicurezza e dalle definizioni politiche, una società che viene costretta a scegliere tra la sicurezza personale (e famigliare) e l’altruismo societario, regole di un Paese democratico, di una polveriera chiamata Stati Uniti d’America.