Televisione

Falling Skies (sea. 2)

Resistere non è una cosa semplice

Si era chiusa in modo interessante la prima stagione di Falling Skies, dopo un’annata non proprio perfetta. Tom saliva sulla nave degli invasori accompagnato da Terry. Una chiusura che nonostante i problemi della serie dava speranza agli spettatori, o quantomeno poteva suscitare qualche curiosità. Da quanto visto sinora, possiamo intanto dire che questa seconda stagione della serie di Robert Rodat (trasmessa in USA da TNT) si pone in maniera abbastanza diversa dalla precedente.

Tre mesi dopo la scomparsa di Tom la resistenza è ancora impegnata a respingere gli attacchi di skitter e mech, quando Mason viene ritrovato all’improvviso. Mentre lui viene curato e studiato, i suoi compagni devono organizzare un esodo dall’altra parte del fiume, per allontanarsi il più possibile dai nemici. Nel frattempo Tom rievoca ciò che gli è successo, cioè nulla di nuovo: qualche esperimento, la richiesta di portarlo nel covo dei suoi se non vuole vederli morire tutti, il rifiuto e il tentativo di fuga. Tom è liberato assieme ad altri rapiti, i quali vengono poi giustiziati. Tranne lui.

La 2° stagione parte praticamente subito a razzo, mostrando con più convinzione rispetto ai vecchi episodi il lato avventuroso, l’azione bellica e la patina da survival-drama di Falling Skies. Tutto ciò è evidente già dalla prima sequenza, un lungo conflitto a fuoco che, oltre a confermare l’ispirazione palese e reiterata al grande fumetto argentino L’eternauta, permette alla rete via cavo di mettere in campo subito e con evidenza l’aumento del budget, e di mostrare come i suoi effetti speciali, specie per le scenografie digitali, siano migliori di quelli di V o C’era una volta. Per il resto l’episodio si basa su di una linea principale ben definita, che limita i fronzoli della vecchia stagione: Tom che torna nel gruppo tra i dubbi degli altri e soprattutto suoi, chiedendosi cosa possano avergli fatto gli alieni in quei tre mesi, se e come possano avergli manipolato la mente. Dubbi che risulteranno fondati: in lui cova infatti una sorta di lombrico capace di comunicare con gli invasori, ma la creatura viene scoperta e tolta, nonostante riesca a fuggire e tornare alla base. Da qui in poi il sospetto cambierà i rapporti di Tom, soprattutto quello con i figli. Ma da buona tradizione americana, un uomo e un padre si confermano tali quando possono mostrare il loro valore bellico in battaglia: e allora – nel culmine della seconda linea narrativa – durante l’attraversamento del fiume, Tom prima si fa legare per evitare qualsiasi reazione indotta dagli alieni, poi, quando le difese contro gli attacchi skitter sono insufficienti, si fa liberare dal figlio più piccolo per lanciarsi contro gli alieni, attaccando da dietro una mitragliatrice da campo e sacrificandosi, restando nelle retrovie mentre i suoi fanno esplodere il vecchio ponte. Ma siccome in prodotti di questo tipo ogni salmo deve finire in gloria, in barba alla plausibilità e al rispetto degli spettatori, ecco che mentre tutti piangono Tom, costui risorge dal fiume, portando a compimenti tutto il simbolismo biblico –  con annesso l’esodo verso Charleston, la nuova terra promessa – che appesantisce questo avvio di stagione, che per il resto è mediamente più divertente e avvincente della precedente, seppure priva di finezze di scrittura o particolari idee di regia. Del resto, ora che sono arrivati in un luogo apparentemente senza alieni, la serie è come se ripartisse da capo.

Falling Skies cerca di fare un passo avanti rispetto a dove è sempre stato: l’avventura diventa fantascienza vera e propria, e seppure senza troppa originalità si tenta una via visionaria descrivendo dall’interno le pratiche aliene (come in una sequenza del quarto episodio), non disdegnando anche alcune sfumature horror, comunque non troppo spinte che TNT è sì una rete via cavo ma più edulcorata. Però, pur nei suoi limiti e dejà-vu, la strada finora intrapresa sembra indicare possibilità diverse per questa stagione, ammesso che gli autori sappiano coglierle. E speriamo lo facciano davvero con tutti i crismi.

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