Osceno è chi o cosa, in qualsiasi luogo,
in qualsiasi momento, per qualsiasi momento,
ha provocato l’indignazione di qualcuno(….).
La particolare indignazione che ha una delle sue espressioni preferite nella brutta parola osceno
è diretta contro la sfera dell’erotico”
Ludwig Marcuse, in Obsön- Geschichte einer Entrüstung / Osceno – Storia di un’indignazione
Già l’architetto Adolf Loos, nel suo saggio Ornamento e delitto del 1908, scriveva che “ogni arte è erotica”; uso questo preambolo per chiarire di come l’arte nasce già da sé come richiamo sensuale rimanendo sempre un’evocazione delle pulsioni più istintive e profonde dell’uomo. Dove c’è arte c’è erotismo, c’è desiderio e sublimazione insieme. Erotiche sono il design, la musica, il movimento, sensuali o sensoriali le percezioni di spazi, volumi, colori e suoni. E, in maniera più esplicita ed evocativa, soprattutto in questo nuovo millennio, erotica è anche l’immagine reale, veicolata grazie alla fotografia che, fermando i suoi nudi femminili e maschili, realistici a volte in modo così imbarazzante e crudele, chiarisce una volta di più di non avere proprio più nulla a che vedere con le idealizzazioni ovattate e leziose delle vecchie maniere classiche.
Decidere di concentrare uno Speciale sulle esperienze artistiche attuali che interagiscono col corpo umano, ponendolo come primordiale elemento di espressione anche sessuale, rischia di essere un’impresa di non facile linearità. Questo perché, sempre più, il corpo si è appropriato non solo di nuove modalità espressive (basti pensare alla performance o alla body art) ma anche di numerose piattaforme comunicative come la moda, la pubblicità e il cinema, mantenendo sempre buoni livelli di capacità attrattiva nell’immaginario emotivo di ciascun fruitore.
In coerenza con questa problematica e con la constatazione dell’ormai consolidata emancipazione che vive ad oggi il mezzo fotografico nell’apparato artistico, si è deciso di assorbire il nostro interesse verso questo solo strumento, che si sta dimostrando tra l’altro perfettamente in grado, grazie alle molteplici personalità presenti, di affiancarsi confidenzialmente ed estrosamente alla concezione di un “nudo sessualizzato”, attraverso cui la componente erotica sente la necessità di scatenarsi senza freni inibitori, disegnando l’ultima soglia del vizio e la peggiore abiezione ma senza per questo perdere la sua originaria impronta artistica e concettuale: le donne, spesso usate come principali “cavie” di questo percorso, vengono esposte talvolta come mero animale istintivo, che ha perso ogni scrupolo di decenza e pudore. Esse diventano una cifra di disturbo sessuale, attraverso contorsioni e tensioni fisiche e talvolta affiancate a dei contesti a dir poco vicini a una qualsiasi esplicazione possibile. L’immagine viene difatti violentata dalla neutralizzazione del suo significato forte, come occasione in cui realtà e astrazione si pareggiano, senso e non senso coincidono.
La nostra analisi tende a rivolgersi in particolare all’occhio di quell’artista non assecondato dal solo piacere estetico, ma prevalentemente trascinato da istinti reconditi e intimi, immune da soli atteggiamenti artificiosi (evidente nella moda o nella pubblicità) che tendono a voler rendere semplicemente gradevole o accattivante la visione all’osservatore, ma anzi, spinto semmai dall’intento di condividere lo scatenarsi di evidenti energie psichiche quanto scabrosi paradossi. Una nudità non solo vista come appetito estetico e formale dunque, e nemmeno oggetto di una mera visione, ma una nudità che porta anche a dei contraddittori, in quanto si pone come strumento di provocazione ma allo stesso tempo portavoce di una consolidata accettazione da parte della società attuale in cui, nei suoi eccessi, non vive più di reattività.
Se, in un certo senso, questo attentato al pudore e questa provocazione erotica, complici di una sorta di delirio tra mente e carne, al principio della loro nascita potevano esser lette come gesto di ribellione sociale, ad oggi fanno parte di una prassi ormai consolidata e che si dimostra sempre più all’avanguardia. Point Blank ha deciso di scavare questo indirizzo artistico nella sua contemporaneità e di conoscere il modo di lavorare l’immagine corporea nella sua variabilità, tentando di arrivare a comprendere le ragioni dei suoi molteplici volti. Iniziamo già con il dire che il mostrarsi nell’intimità e lo spogliarsi dei tabù non è più solo un’incisiva provocazione, ma nasce come profonda necessità interiore di dare forma e sostanza al proprio sentimento passionale.

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