Visioni

The Way Back

Regia: Peter Weir
Soggetto: liberamente tratto dal libro Tra noi e la libertà di Sławomir Rawiczm, edito da Corbaccio
Sceneggiatura: Peter Weir, Keith Clarke
Cast: Jim Sturgess, Ed Harris, Colin Farrell, Saoirse Ronan
Fotografia: Russell Boyd
Montaggio: Lee Smith
Scenografia: John Stoddart
Costumi: Wendy Stites
Musiche: Burkhard Dallwitz
Suono: Ron Barlett
Produzione: Exclusive Media Group, National Geographic Entertainment
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: USA, 2010
Durata: 128 minuti
Data di uscita: venerdì 6 Luglio 2012
Sito ufficiale

Sette anni sono tanti per aspettare un film, soprattutto se all’ultimo appuntamento il regista si era presentato con un capolavoro. Dopo Master & Commander torna finalmente in sala Peter Weir, con un’altra grande (enorme) produzione, The Way Back, una nuova messa in scena dell’atavico scontro tra uomo e natura.

Nel 1940, a pochi mesi dall’invasione tedesca della Polonia, l’ufficiale dell’esercito polacco Janusz (Jim Sturgess) viene arrestato per tradimento e spionaggio; Janusz è innocente ma la testimonianza della moglie, ottenuta sotto tortura, lo condanna a  vent’anni di lavori forzati in Siberia. Nei gulag sovietici però le condizioni di vita dei prigionieri trasformano le condanne in sentenze di morte. Ma non sono in molti a tentare la fuga. Più ancora dei fucili, dei cani e del filo spinato, ciò che dissuade i prigionieri è la Siberia stessa: intorno a loro solo chilometri e chilometri di ghiaccio. Eppure inspiegabilmente l’arrivo di Janusz nel gulag riaccende in alcuni prigionieri una scintilla di orgoglio dimenticato: raggiungeranno il confine, o moriranno da uomini liberi.

Peter Weir guida lo spettatore in uno dei road trip più faticosi della storia, in cui i protagonisti percorrono a piedi più di 10.000 chilometri di neve, boschi e aridi deserti tormentati da freddo, caldo, fame, sete, pidocchi e zanzare, ciascuno con la sua ingente taglia sulla testa. Al gruppo dei fuggiaschi, che comprende un criminale russo (Colin Farrel), un ex-prete lettone, un contabile iugoslavo burlone, un cinico americano (Ed Harris) e due amici polacchi di Janusz, si unisce in itinere la giovane Irena (Saoirse Ronan), un’orfana polacca decisa a passare il confine.

The Way Back è ispirato al famoso, e discusso, libro di Sławomir Rawicz Tra noi e la libertà in cui l’autore, un tenente dell’esercito polacco, descrive la propria fuga insieme a sei compagni da un gulag siberiano attraverso il deserto del Gobi, il Tibet e l’Himalaya per raggiungere infine l’India. Il film, scopriamo fin dai titoli di testa, è dedicato ai tre uomini sopravvissuti a questa impresa. Da qui potremmo dire che, in un certo senso, il film sbagli fin dai titoli di testa, con i quali Weir precede i giornalisti nello spoiler: anche se di Rawicz non avevate mai sentito parlare saprete fin dall’inizio come andrà a finire. Ovviamente questo non è un difetto in sé. I personaggi potrebbero ancora  legarci al loro destino, la sceneggiatura potrebbe avvincerci, la regia ammaliarci. Ma non succede. The way back non decolla mai come film “d’avventura”, perché in più di due ore non succede quasi nulla. Anche i conflitti interni al gruppo sono minimi e non arrivano mai a creare climax di tensione reali. Ogni tanto c’è qualcuno che muore, nella neve o nel deserto, ma semplicemente si continua a camminare.

Peter Weir si è dimostrato negli anni un fine e complesso autore, capace di conciliare nei suoi film grande intelligenza e grande intrattenimento (e non dimentichiamo la pura poesia dei suoi esordi australiani… Picnic ad Hanging Rock!) ma nel suo ultimo lavoro sembra perdersi per strada. Ci auguriamo ritrovi anche lui la sua “way back” verso quel cinema che sa fare e che tutti amiamo.

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