Lo Specialista

This is the fuc**ng England!

E’ il 27 giugno del 2010. Sudafrica. Si giocano i Mondiali di calcio, il mondo è fermo guardando inconsapevole quello che di lì a poco diventerà l’ennesimo trionfo spagnolo in campo sportivo del nuovo millennio. Ma non lì, non in quel momento. Quello è il momento di God Save the Queen e di Fabio Capello, di John Terry e Wayne Rooney. Ottavi di finale, di fronte una Germania rivelazione; giovani ragazzi con rabbia e talento a supportare le gambe, annichiliscono un’Inghilterra ancora una volta incompiuta, ancora una volta attesa protagonista di promesse non mantenute. È lontano il tempo dei Mondiali del 1966, quelli giocati in casa e vinti. Lontani i tempi di Geoff Hurst e Bobby Charlton, così come quelli – cinematograficamente parlando – di Lindsay Anderson e Tony Richardson. Una metafora in pantaloncini che ci consegna un paese che per l’ennesima volta torna negli spogliatoi con la maglia tirata su, per coprire volti in lacrime di chi sa di aver deluso.

Un passato di gloria non può però esser osservato eternamente: arriverà allora la rinascita di un paese che non più di mezzo secolo fa poteva sedersi al tavolo dei più grandi del mondo, vincitore della Seconda Guerra Mondiale, senza provare il timore di sentirsi estraneo al contesto. Ma un grande paese è anche la sua creatività, il suo coraggio, la sua voglia di sperimentare col rischio di cadere e la voglia di rialzarsi. Un grande paese è anche il suo cinema. Ecco che dalle ceneri vedemmo allora fiorire Traispotting di Danny Boyle – che dovrà continuare a ringraziare con cadenza imperitura la finissima penna di Irvine Welsh – e Full Monty di Peter Cattaneo. 1996-1997, due anni da cui la macchina riprese forza e vigore, spinta e propulsione. Arrivò poi Billy Elliot, ci saranno Harry Potter e Il discorso del re; ci sarà un nuovo cinema d’autore, che con la potenza di una vague d’altri tempi irrompe sullo scenario internazionale, pur senza avere i confini netti di un movimento. Ci sarà una serialità televisiva di finissima qualità, e ci sarà chi, a ragione, si guarderà alle spalle chiedendosi da dove arriva. La risposta sarà nelle immagini di vecchi film degli anni ’60, un po’ segnati dal tempo ma dal fascino inattaccabile. Fondamentalmente ci sarà vita, e seguendo questa, abbiamo affrontato questo percorso, che ci ha condotto ad attraversare il paese in lungo e in largo, inseguendo immagini che sapessero rappresentarlo.

Gli articoli sul Nuovo Cinema Inglese si articoleranno come segue:
London Calling, Introduzione di Marco Giacinti
Vita, rivoluzione, morte e resurrezione del Free Cinema inglese di Donato Guida
Un movimento mai nato, eppure vivissimo. Shane Meadows e i suoi fratelli di Matteo Berardini
Pop corn e Guinness. La sala magnetica di Marco Giacinti
THE-LEVISIONE. O della tv in terra d’Albione di Tommaso Di Giulio

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