Claudia Di Tosto

ORTICA – Organic Theme In Contemporary Art

Dall’8 febbraio al 3 marzo gli spazi dell’Ex mattatoio a Testaccio ospitano il Festival della Creatività, iniziativa che inaugura Factory, nuovo Spazio Giovani di Roma Capitale, il cui nome non può che richiamare alla mente Andy Warhol e le sue factories…

L’erotismo giapponese, dalle stampe shunga alla fotografia contemporanea

In origine c’erano gli shunga, letteralmente “Pitture della Primavera”, le stampe erotiche giapponesi che si diffusero soprattutto tra 1600 e 1800, durante il cosiddetto Periodo Edo. Tali stampe appartenevano al genere delle xilografie ukiyo-e ed erano legate all’ascesa dei Chōnin, un gruppo sociale analogo per alcuni aspetti alla borghesia occidentale, composto da mercanti e artigiani. [...]

Andy Warhol

È difficile trovare qualcuno che non abbia mai sentito parlare di Andy Warhol e che non colleghi immediatamente il suo nome alla corrente della Pop Art, ai celeberrimi ritratti di personaggi famosi o ai barattoli di zuppa Campbell’s che tante volte ha riprodotto.

Trieste / Federica Schiavo Gallery

La parola “Trieste” evoca immediatamen- te l’omonima città portuale del Friuli-Venezia Giulia, impor- tante snodo commerciale e marittimo al confine con la Slovenia, che ha dato i natali a grandi scrittori come Umberto Saba e Italo Svevo. Trieste era anche il nome del batiscafo…

Claudia Wieser / Furniture

Nel 1976 fu pubblicato “Inside the White Cube: the Ideology of the Gallery Space”, un fondamentale saggio in cui l’autore, Brian O’Doherty, analizzava gli effetti della crisi del secondo dopoguerra sul mondo dell’arte e teorizzava il concetto di white cube…

Elisa Abela / Un grosso affare. Fotoromanzi usati

Negli anni ’50 del secolo scorso scoppiò la moda tutta italiana per quel fenomeno editoriale chiamato “fotoromanzo”. I fotoromanzi non erano altro che racconti illustrati, o meglio immagini fotografiche con attori famosi dell’epoca come protagonisti…

Ariel Orozco / Detrás del cristal

Prima di immergersi nella nuova personale di Ariel Orozco è necessario un avvertimento: visitare questa mostra è come camminare su un filo sospeso nel vuoto, un’esperienza che ci costringe a stare bene attenti a non perdere l’equilibrio se vogliamo…